Alimentazione
I rapporti tra psoriasi e alimentazione sono stati oggetto negli anni di frequenti controversie, alcune scuole di pensiero ritengono che non sia determinante la dieta alimentare. Altre, invece, come quella del Dott.Pagano, chiropratico statunitense, ritengono che esistono cibi che provocano una reazione tossica iper-acida nel corpo.
Recenti studi hanno messo in evidenza una relazione tra BMI (indice di massa corporea) e psoriasi e suggerito l’effetto protettivo di una dieta povera di grassi animali e ricca di frutta e verdura.
Sebbene, poi, una dieta corretta non influisca direttamente sulla comparsa o meno della patologia psoriasica, essa è importante per il mantenimento delle buone condizioni di salute e contribuisce a diminuire i momenti di riacutizzazione.
L'assunzione di alcuni alimenti può addirittura aggravare la malattia o esserne elemento scatenante, come, al contrario, una dieta vegetariana con pochi grassi e poche proteine può determinare dei miglioramenti.
Tenuto conto che ogni malato di psoriasi reagisce in modo diverso e può sviluppare un'ipersensibilità verso un alimento piuttosto che un altro, chi è affetto da questa patologia dovrebbe comunque eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti iper-calorici, quali carni rosse, insaccati, fritti, formaggi stagionati, uova, burro, sale, pepe, latte e derivati, zucchero, l'alcool e i superalcolici. Al contrario dovrebbe privilegiare pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta e pesce, ricco di acidi grassi insaturi omega-3.
Esistono comunque norme comportamentali di base alle quali il malato di psoriasi dovrebbe attenersi come quella di non assumere bevande alcoliche in genere, tutti i superalcolici e quella di non fumare, poiché abusi di alcool e fumo sono fra i fattori scatenanti il riacutizzarsi della malattia.



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