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Il trattamento termale della psoriasi

Flavio Strinati

Direttore Sanitario, Terme di Tabiano, Parma

 

Interessando il 2-3% della popolazione generale, la psoriasi rappresenta una malattia cronica ad elevato impatto sociale. Questa affezione vienetrattata con diversi presidi di tipo farmacologico e fisico, sia per via topica che per via generale; tuttavia, nessuno di essi si è dimostrato a tutt’oggi risolutivo.
Per tale ragione, oltre che per il decorso cronico con frequenti riacutizzazioni tipico dell’affezione e per la possibilità di effetti collaterali legati all’utilizzo prolungato di alcuni trattamenti (corticosteroidi, fototerapia, ecc.), la terapia rotazionale può rappresentare un tipo di approccio particolarmente indicato.
In tale ottica si inseriscono i trattamenti con i mezzi termali (acque e fanghi) i quali, applicati secondo opportuni protocolli, sono indicati soprattutto nelle forme di psoriasi di grado lieve-medio con esclusione delle forme di tipo eritrodermico e pustoloso.
Vengono utilizzate preferenzialmente acque sulfuree ed acque oligominerali bicarbonate-calcio-magnesiache.
Le prime sono quelle maggiormente utlizzate e si caratterizzano per la presenza di idrogeno solforato (H2S), un gas del quale sono noti gli effetti sulla pelle di tipo:
- cheratolitico: per azione di rottura dei ponti S-S della cistina da parte dello ione sulfuro HS-;
- cheratoplastico: per stimolo della proliferazione e differenziazione cellulare;
- antiseborroico: legato alle proprietà esfolianti e detergenti sullo strato corneo ed alla ridotta differenziazione delle cellule sebacee;
- antipruriginoso: non sono noti i meccanismi con cui si estrinseca;
- batteriostatico e micostatico: con azione antisettica nei confronti dei principali agenti infettivi colonizzanti della pelle.
Oltre a questi effetti diretti sulla cute si ipotizza, sulla base di diversi studi clinici, un intervento delle acque sulfuree sul sitema immunitario e sugli immunotrasmettitori (TNF-α,interleuchine) che porterebbe ad un miglioramento della reattività immunitaria in diverse malattie a base immunologica, tra le quali la psoriasi.
Esistono diverse evidenze cliniche in letteratura medica sugli effetti della balneoterapia termale con acqua sulfurea sulla psoriasi; un’indagine clinica effettuata con acqua Arvè di Tabiano ha mostrato un miglioramento delle lesioni psoriasiche dopo 12 gg di balneoterapia termale nelle forme di entità lieve-moderata, mentre risultati meno evidenti venivano riportati
nelle forme severe.
Più recentemente sono stati valutati clinicamente cicli combinati di balneoterapia termale e UVB a banda stretta, evidenziando un effetto clinico immediato significativamente positivo, anche se non tale da incidere sul decorso a medio e lungo termine della malattia.

 

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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 29 ottobre 2008 )
 
 
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