Comunicato stampa EMEA su Raptiva (efalizumab) Stampa E-mail
Il Comitato per i Prodotti Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) ha analizzato le informazioni disponibili sulla sicurezza di Raptiva (efalizumab) e ha concluso che allo stato attuale delle conoscenze i benefici di Raptiva non ne superano più i rischi. L'EMEA ha quindi raccomandato la sospensione dell'autorizzazione alla commercializzazione del prodotto.
I pazienti che attualmente stanno assumendo Raptiva non devono interrompere il trattamento drasticamente, ma devono consultare il proprio medico per concordare la terapia sostitutiva più adatta.

I medici non devono effettuare alcuna nuova prescrizione per Raptiva e devono rivedere il trattamento dei pazienti che attualmente stanno assumendo il farmaco in maniera da stabilire le alternative più appropriate in vista di una interruzione del trattamento con Raptiva.
I medici inoltre non devono interrompere il trattamento in maniera repentina per evitare una recidiva della malattia o una sua esacerbazione e devono accertarsi che i pazienti che hanno assunto Raptiva siano attentamente esaminati per sintomi neurologici e di infezione.

Raptiva è stato autorizzato nell’Unione Europea per il trattamento di pazienti adulti affetti da psoriasi cronica a placche da moderata a severa che non rispondono, hanno una controindicazione, o non possono assumere altre terapie sistemiche per la psoriasi quali ciclosporina, metotressato e PUVA (psoralene + raggi UVA).

Maggiori e più dettagliate informazioni sono reperibili nel Comunicato EMEA e nel documento di Domande e Risposte.

Per permettere il graduale passaggio dei pazienti in terapia con Raptiva ad altre terapie, il farmaco in Italia rimane per ora in commercio fino all’emissione del provvedimento di sospensione definitivo da parte dell’Emea.
 
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